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Carcinoma della mammella : Intervista

Tumore prostatico resistente alla castrazione: quale sequenza di terapia?

Nel tumore prostatico resistente alla castrazione metastatico (metastatic castration-resistant prostate cancer, mCRPC) la sequenza terapeutica successiva con abiraterone + prednisone seguita da una successiva terapia con enzalutamide evidenzia un tempo maggiore alla progressione in base al PSA e una percentuale maggiore di pazienti con risposta in termini di PSA rispetto alla sequenza terapeutica opposta. Enzalutamide,quindi può essere una terapia di seconda linea dopo la progressione dal trattamento con abiraterone + prednisone.  (Khalaf DJ et al.:  Optimal sequencing of enzalutamide and abiraterone acetate plus prednisone in metastatic castration-resistant prostate cancer: a multicentre, randomised, open-label, phase 2, crossover trial. Lancet Oncol. 2019 Nov 11).

Presso l'oncologia di Villa Donatello, utilizzo questo trattamento correntemente nei pazienti in trattamento e con queste caratteristiche.

FOLLOW-UP: cosa significa e dove farlo

  

 

Con il termine follow-up oncologico si intende il periodo che segue la diagnosi di tumore e il completamento delle terapie oncologiche (chirurgia, chemioterapia, radioterapia, terapie mirate o immunoterapia), durante il quale il paziente viene sottoposto a visite cliniche periodiche ed esami strumentali finalizzati alla diagnosi precoce di una possibile ripresa di malattia.

Nella maggior parte dei casi, il follow-up ha una durata di almeno 5 anni, con controlli programmati a intervalli regolari (generalmente ogni 4–6 mesi nelle fasi iniziali), modulati nel tempo in base al rischio individuale.
Le modalità del follow-up variano in modo significativo in relazione al tipo di tumore, allo stadio iniziale di malattia e ai trattamenti effettuati, sia per quanto riguarda la frequenza delle visite sia per la tipologia degli esami richiesti. 

Numerosi studi hanno dimostrato come questo lungo percorso di sorveglianza possa essere associato a importanti implicazioni psicosociali, incidendo sulla qualità di vita del paziente. È infatti comprensibile che il timore di una possibile recidiva o metastatizzazione generi ansia e stress, spesso accentuati dall’attesa degli esiti degli esami e delle visite di controllo.

Per questo motivo, riteniamo fondamentale che il follow-up venga affidato a un oncologo esperto, che possa garantire non solo l’appropriatezza clinica degli accertamenti, ma anche un rapporto continuativo e di fiducia con il paziente. La conoscenza approfondita della storia clinica e personale consente infatti di offrire un supporto più efficace anche sul piano psicologico ed emotivo, un aspetto che molti pazienti segnalano come carente a causa del frequente avvicendamento dei professionisti.

Per ogni neoplasia esistono linee guida scientifiche internazionali e nazionali che definiscono le corrette modalità di follow-up; tuttavia, è l’esperienza clinica e la relazione medico-paziente a rendere questo percorso realmente personalizzato e sostenibile nel tempo.

 

 

Come Riconoscere un melanoma

 

Un clinico esperto esegue con la semplice osservazione una  diagnosi clinica di melanoma nel  70% dei casi. La regola A B C D E conserva la sua validità per l’autodiagnosi (A = asimmetria della lesione; B = irregolarità dei bordi; C = variabilità del colore; D = diametro di 5 o più millimetri; E = evoluzione della lesione nel giro di settimane o mesi). A questo possiamo aggiungere la microscopia ad epiluminescenza/dermatoscopia che determina un incremento della sensibilità del  90% e una specificità dell’80%, ma richiede personale molto esperto.

La microscopia confocale, secondo recenti studi, migliora ulteriormente l’accuratezza diagnostica. La diagnosi clinica di melanoma è generalmente difficoltosa ed è condizionata direttamente dall’esperienza del clinico con variabile sensibilità oscillante tra il 50 e l’85%.Nei casi dubbi eseguire l’asportazione della lesione ed esame istologico.

Melanoma Maligno

 

 

Il melanoma è un tumore maligno della pelle meno frequente rispetto ad altri tumori cutanei, rappresentando circa il 4–5% delle neoplasie della cute, ma è la forma biologicamente più aggressiva, poiché responsabile della maggior parte dei decessi per tumori cutanei.

 

Negli ultimi decenni l’incidenza del melanoma è aumentata in modo significativo, soprattutto a causa di una maggiore esposizione ai raggi ultravioletti e di abitudini di vita non corrette. Tuttavia, grazie alla diffusione della prevenzione e alla diagnosi precoce, negli ultimi anni si osserva una stabilizzazione dell’incidenza e una netta riduzione della mortalità.

 

Diagnosi precoce e prognosi

 

Il miglioramento della prognosi è legato a diversi fattori:

 

  • maggiore attenzione ai cambiamenti dei nei o alla comparsa di nuove lesioni cutanee,

  • utilizzo di tecniche diagnostiche più accurate,

  • progressi nella chirurgia, inclusa la biopsia del linfonodo sentinella,

  • introduzione di terapie mediche sempre più efficaci.

 

Quando il melanoma viene diagnosticato nelle fasi iniziali, prima che si diffonda ad altri organi, le probabilità di guarigione sono molto elevate.
Circa l’85–90% dei pazienti con melanoma in fase precoce può guarire definitivamente con un trattamento adeguato.

 

Importanza dei controlli

 

Il riconoscimento tempestivo dei segnali di allarme (modifica di forma, colore, dimensioni di un neo, sanguinamento o comparsa di nuove lesioni) e l’esecuzione di controlli dermatologici periodici, soprattutto nei soggetti a rischio, rappresentano strumenti fondamentali per ridurre la mortalità legata a questa malattia.

 

Nei casi più avanzati, oggi sono disponibili terapie innovative, come l’immunoterapia e le terapie mirate, che hanno profondamente modificato la storia naturale della malattia, migliorando in modo significativo la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.