TELEMEDICINA

TELEMEDICINA E CONSULTI DA CASA

Per permettere a tutti i nostri pazienti che hanno limitate oppurtunità di spostamento o che risiedono in città molto distanti da Firenze di avere la possibilità  di accedere ad un consulto oncologico e di avere un parere clinico. abbiamo attivato dopo la recente epidemia di COVID-19, la possibiltà di un consulto attraverso le piattaforme online. Chi lo desidera può inviare una mail a dicostanzofrancesco@icloud.it di richiesta con una breve sintesi del problema e numero di telefono. La segreteria Vi contatterà per accordi e per definire le modalità di teleconsulto.

Questa possibiltà, se pur in assenza della visita clinica, permette di parlare, visionare documenti e vedere il paziente in video, programmare altri esami e dare prescrizioni.

Per accedere si può anche utilizzare il link: TOPDOCTORS.it entrando nel sito e richiedendo un videoconsulto con il sottoscritto o cliccando sulla foto qui sotto 

Cos’è la Telemedicina

La Telemedicina rappresenta la trasformazione  della medicina tradizionale nell’era che stiamo vivendo.

Racchiude un cambiamento epocale dettato dal cambiamento della società, stili di vita, e non ultima la necessità come nel caso della terribile pandemia COVID 19 che sta sconvolgendo il mondo ed in particolare l’Italia.

Spesso le persone malate ed i familiari si devono sobbarcare viaggi e spostamenti per consultare degli specialisti o per avere una second opinion. La Telemedicina facilita la comunicazione a distanza tra medico e paziente (soprattutto se non si trovano nella stessa località) e velocizza prescrizioni e consulti.

La telemedicina ha l’obbiettivo di offrire nuove soluzioni e possibilità ai pazienti: di rispondere alla pressante  richiesta di assistenza sanitaria da parte della popolazione che per vari motivi ha necessità e bisogno di una  Sanità più efficiente, più dinamica e più “smart”.

Possiamo sintetizzare la Telemedicina in una serie di slogan:

  • raggiungere un maggior numero di persone (soprattutto quelle che vivono in zone remote o con carenti strutture sanitarie)
  • facilitare la comunicazione e l’interazione tra il medico e il paziente
  • ridurre le barriere geografiche e temporali, venendo incontro alla mancata distribuzione territoriale di specialisti
  • semplificare la trasmissione allo specialista di esami diagnostici eseguiti
  • aiutare il paziente a venire a contatto con specialisti per un consulto del medico e renderli tranquilli delle loro scelte

Pertanto, la telemedicina affiancherà  la medicina tradizionale, ma la visità del paziente dovrà essere sempre considerata.

Un libro che tutti dovrebbero leggere

 

 

NON SEMPRE VINCE GOLIA:

 

E' la storia di una paziente e le sue considerazioni sulla malattia e su tutto quello che la circonda durante il suo viaggio nel pianete cancro.

Lucia Benetti, scrive queste pagine in modo molto coivolgente e pone molti quesiti su cui ragionare.

Un consiglio.: leggetelo!!!

COSTO DEI FARMACI ONCOLOGICI: UN PROBLEMA SOCIALE

PLURIDISCIPLINARIETA' PER LA CURA DEL CANCRO

Curare il cancro insieme: perché è importante il lavoro di squadra

Quando si parla di cancro, spesso si pensa a una singola cura o a un singolo medico. In realtà, oggi la cura del tumore è il risultato di un lavoro di squadra, in cui più professionisti collaborano per offrire al paziente il percorso migliore possibile. Questo approccio si chiama pluridisciplinarietà.

Il cancro non è una malattia uguale per tutti. Ogni persona è diversa, così come ogni tumore può comportarsi in modo differente. Per questo motivo, una sola figura professionale non basta. Prendersi davvero cura di un paziente oncologico significa considerare insieme diagnosi, terapie, effetti collaterali, benessere psicologico e qualità della vita.

Nel percorso di cura possono essere coinvolti diversi specialisti:
l’oncologo medico, che coordina le terapie farmacologiche;
il chirurgo, che valuta e realizza l’intervento quando necessario;
il radioterapista, che utilizza le radiazioni per curare il tumore;
il radiologo e l’anatomopatologo, fondamentali per una diagnosi corretta;
e poi infermieri dedicati, psicologi, nutrizionisti e, quando serve, specialisti delle cure palliative.

Questi professionisti si confrontano tra loro, discutono il caso e decidono insieme il percorso più adatto per quella specifica persona. Questo riduce il rischio di errori, evita cure inutili e aumenta le possibilità di scegliere il trattamento giusto al momento giusto.

Per il paziente, la pluridisciplinarietà significa non essere mai solo. Significa sapere che le decisioni non vengono prese da una sola persona, ma da un gruppo di esperti che lavorano insieme con un obiettivo comune: offrire la migliore cura possibile, rispettando i bisogni, i tempi e le scelte del paziente.

Un altro aspetto molto importante è l’attenzione alla persona, non solo alla malattia. Accanto alle cure mediche, oggi si dà sempre più spazio al supporto psicologico, alla gestione del dolore, alla nutrizione e al sostegno nei momenti più difficili. Anche questi elementi fanno parte della cura e contribuiscono in modo concreto al benessere e alla qualità della vita.

In conclusione, la pluridisciplinarietà rappresenta una garanzia di cura più completa, più sicura e più umana. Sapere che esiste un’équipe che lavora insieme per il paziente aiuta a sentirsi più informati, più protetti e più coinvolti nel proprio percorso di cura.

Domande frequenti sulla cura del cancro ed

il lavoro di squadra 

Chi decide la mia terapia? 

La tua terapia non viene decisa da una sola persona. Nella maggior parte dei casi è il risultato di una discussione tra più specialisti che valutano insieme la tua situazione clinica. Questo gruppo di medici è chiamato team multidisciplinare. 

Perché vedo più medici e non uno solo? 

Perché il cancro è una malattia complessa. Ogni medico ha una competenza specifica:
c’è chi si occupa delle terapie farmacologiche, chi della chirurgia, chi della radioterapia, chi della diagnosi.
Vedere più specialisti significa avere più competenze al tuo servizio, non maggiore confusione. 

I medici parlano tra loro del mio caso? 

Sì. I professionisti si incontrano regolarmente per confrontarsi e prendere decisioni condivise sul percorso di cura più adatto per te. Questo confronto riduce il rischio di errori e migliora la qualità delle cure. 

Il mio parere conta nelle decisioni? 

Assolutamente sì. Le proposte terapeutiche tengono conto non solo del tipo di tumore, ma anche delle tue condizioni generali, della tua età, di eventuali altre malattie e delle tue preferenze personali. Il dialogo con il medico è una parte fondamentale del percorso di cura. 

Chi coordina tutto il mio percorso di cura? 

Di solito c’è un medico di riferimento, spesso l’oncologo, che coordina il percorso, spiega le scelte terapeutiche e rimane il tuo punto di contatto principale.

Oltre ai medici, chi altro può aiutarmi?

 Nel team possono esserci anche infermieri dedicati, psicologi, nutrizionisti e specialisti delle cure palliative. Queste figure aiutano a gestire effetti collaterali, alimentazione, dolore, ansia e difficoltà emotive, aspetti importanti quanto le cure mediche.

 La pluridisciplinarietà migliora davvero le cure? 

Sì. Studi scientifici dimostrano che un approccio basato sul lavoro di squadra porta a decisioni più appropriate, cure più personalizzate e, in molti casi, migliori risultati clinici e qualità di vita.

 Se la malattia è avanzata, il lavoro di squadra serve comunque? 

Sì. Anche nelle fasi più avanzate, la collaborazione tra specialisti permette di scegliere le cure più utili, evitare trattamenti inutili e garantire il massimo comfort e supporto possibile.

 Cosa significa tutto questo per me, come paziente? 

Significa che non sei solo.
Significa che le decisioni vengono prese con attenzione e competenza.
Significa avere una cura più completa, più sicura e più umana.